BIOGRAFIA DELL'AUTORE

     

 Ariele Luigi Chiavetta 

 

Ariele Luigi Chiavetta, nasce il 07 febbraio 1942 a Valledolmo, in Sicilia, un piccolo paese dell'entroterra palermitano.  Qui, su INTERNET, con i suoi numerosi siti, si evidenzia quale autore eclettico e silenzioso, ma intraprendente, assai perseverante nei suoi non comuni itinerari. Lo si vede artefice di varie tematiche che si profondono a partire dal carisma spirituale dottrinale cristiano per confermare un profondo studio psicologico sociale o sia pure semplicemente soggettivo, per poi farne esplodere l'estrinsecazione poetica profonda. Meritano menzione le sue opere di riflessione letterarie storico - cristiane, mai discostate dal segno dottrinale spirituale, nonché scientifico, caratterizzato dal profondo proporre in attinenza di etica comune. Gradito da cattolici e protestanti tutti, ama profondere le sue tesi, non invadendo il campo non considerato dalla sua logica, ispirata dagli studi profondi e dalla eccezionale non comune esperienza. In ogni suo scritto fa trasparire l'agognata giustizia vera,  per la quale, egli, si propone quale uomo serio e con il carattere del belligerante d'onore, promovendo moniti preziosi per ogni animo sensibile e rivolgendosi genericamente verso la società tutta, per confermare, quindi, massima solidarietà ai posteri  ed in particolare ai fratelli più ambienti. Amante dell'arte si é accostato alla pittura ed a tutto ciò che può confermarsi professione accorta e pratica, così anche connessa alla sua vita familiare di tutti i giorni.

L'amore immane per la sua Patria natale, Valledolmo, unitamente al predominante attaccamento ai valori morali della sua famiglia, secondo sangue, lo hanno promosso artefice di non comuni appassionati impegni, legati ai ricordi del passato, memorizzati dalle sue numerose fotografie, dai lunghi filmati, dai suoi appunti scritti ed ora qui parzialmente pubblicati. Valori che si dipartono dallo studio sacrificato tra i suoi amati libri e l'inseparabile personal computer. Egli, quindi, così mette in risalto  le origini locali e familiari del suo habitat.

< Il suo carattere “giusto” lo fa affermare uomo stimabile al pari di un vero grande amico spartano, non conosce l’arte della diplomazia politica, né quella dell’ipocrisia. La sua sofferenza si conclude tra un sopportare ed un perdonare continuo, come a volere fare risaltare il valore della croce del mondo che é data a portare ad ogni uomo. ...Se gli si prova a chiedere qual è il suo titolo di studio, risponderà che ha bruciato tutti gli attestati conseguiti, definendosi: “Sono uno dei tanti e simile a tutti coloro che dimostrano di comprendermi”. ...S’incamminò, dunque, alla ricerca storica e biblica della prima dottrina cristiana, intessendo uno studio da brevettare, davvero unico, eccezionale, superando limiti insormontabili e ricercando testi molto difficili alla consultazione. Come ha fatto? (dalla biografia di Angelo 25 giugno 2005)>

Ha fondato una comunità ecclesiale, la: "Chiesa Universale Carismatica degli Apostoli di Gesù". E' sposato, nonché padre paziente ed amoroso. 

                                                     Gabriele Visentin

9 maggio 2007

 

 

 

 

AMARE, ANZI, AMARISSIME,

MA NECESSARIE CONSIDERAZIONI MORALI DELL'AUTORE. 

AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA!

 

 

che di te si possa dire:

 

     "Iustum ac tenacem propositi virum!" 

  (Uomo giusto e fermo nel suo proposito) 

 

             

              Non ti fidar di me se cuor non hai!

             Non ti curar di lor, ma guarda e passa!  

Poiché:

Invidia est gloriae comes!

 

 

Invidia est gloriae comes!

 

 

Ricordati, ancora, che:

 

Homo in periclum simul ac venit callidus, reperire effugium quaerit alterius malo!

"L’uomo astuto, quando si trova in qualche pericolo, suole uscirne con danno degli altri!" (Fedro).

 

Virtutis expers verbis iactans gloriam ignotos fallit, notis est derisui.

 Chi manca di valore, e tuttavia esalta le sue opere, inganna chi non lo conosce, ma viene deriso da chi sa valutarlo. (Fedro).

 

 

Humanitati qui se non accommodat, plerumque poenas oppetit superbiae:

"Chi non si adatta alla gentilezza, per lo più paga il fio della propria superbia." (Fedro).