Le notizie a cura di Ariele Luigi Chiavetta

AI VERI AMICI ED AI PRESUNTI IPOCRITI

Continuano ad infamarmi per quel che mi confermo! Costoro sono in balia di qualche buffone di … di corte che si diverte a ridere sugli altri, ma non sapendo scoprire la propria caratteriale espressività claudicante, ma gaudente, appunto  per dovere  nascondere, agli altri, il complesso che è in lui.

Scusatemi, ma per difesa di dignità sociale debbo, assolutamente, continuare!

Non difendo me stesso, ma confermo la regola che determina la logica comune in quanti conoscono la connessione diplomatica pura, quella che conferisce all’uomo dignità!

Per primo argomento mi piacerebbe mettere in evidenza che questo dominio non é nato per entrare il lizza con altri! LA STORIA DEL MIO PASSATO LO CONFERMA!

Lo spirito che mi presenta si avverte a caratteri indelebili e cubitali,  afferma il mio grande amore per la mia amata Patria natale e nasce da quando cominciai ad ascoltare gli esempi, promossi da tutti i componenti della mia Patriarcale famiglia. Moniti antichi, commisti alle ultime esperienze. Le mie opere documentali dimostrano fino a che punto ho preteso agire.

Mio malgrado sono costretto sottolineare che, mentre da una parte il valledolmese, semplice e ben pensante, rimane grato alle mie innumerevoli iniziative, dall'altra c'é l'arrivista che, sotto banco, crede di potere essere in grado di  “giudicare”, ma, in vero, solo se stesso! Quest'ultimo, non comprendendo il come si possa affermare una data opinione saggia,  sancisce l’azione “ciarlatana”, non sapendo connettere  l'azione dell'apprendimento scolastico con il riscontro maturo, da cui si può dimostrare il valore o meno dello studio appreso, in relazione a ciò che si ripete e si riferisce con le azioni diuturne.

É solo vergognoso sentire, da dietro le quinte che qualcuno si lamenta per le: "...mie rinnovate trovate!" 

Rispondo subito: 

Chi me lo fa fare?

Il frutto di una vita trascorsa all'insegna della ricerca di cultura.

Nel mio lungo cammino di precetti, ho sempre mirato l’ardua vetta, per volere conquistare il cumulo di tanti perché e l’incognito delle mie innumerevoli inesperienze! Così che, forse, nel mio fardello intellettuale, potrebbe celarsi tanta cultura nascosta.

A tal uopo qualcuno mi disse: “tanto studio che non offre un guadagno finanziario è perfettamente inutile!”

È vero, il denaro fa l’uomo ricco, ma l’educazione lo fa signore, per come la cultura lo eleva al grado di vero uomo!

 Per qualcuno potrei perseverare a sbagliare e quindi sarei considerato quale: un fallito.

In vero: sono queste acquisite conoscenze che mi permettono focalizzare nel mondo, certezze che altri, spesso, non hanno! Sono uno dei tanti e non intendo dimostrarmi per quel che potrei esporre, al fine di ostentarmi diverso. Non importa ad altri, ben pensanti, se alle mie spalle ci sia un alto titolo di studio, ovvero un  mondo di esperienze pratiche o una diversa elevata cognizione. So, per mia maturità di coscienza, di potere esprimere, socialmente, il mio grado di cultura e ciò con grande valore civile e dignità umana. Penso che basti. Quindi il diploma di una laurea passa per valorizzare le preferenze in un dato campo di servizio sociale. Mancando l’occupazione, detratta da questi ultimi meriti, l’uomo si misurerà  per i propri riscontri familiari e quindi sociali, che debbono essere utili all’accrescimento  evolutivo, in contesto progressivo del genere umano.  Molti ritenuti amici, mio malgrado, debbono tenermi lontano, mentre, in silenzio,  mi sospingo a riflettere per determinarmi che non sono come loro: avidi di encomi pubblici e prodighi di dimostrazioni egocentriche.

Non è facile esprimere le proprie tesi, allorquando il mondo che ti circonda è eterogeneo alla tua competenza acquisita. Chi ci circonda colmo di enfasi e di prosopopea  non è in grado di accorgersi che non è l’atteggiamento che conferma la statura sociale, ma l’altrui saggezza a cui bisogna, spesso, riflettersi!

Le mie sortite in pubblico, purtroppo, sono rare in Valledolmo, poiché amo considerare gli atti umani in funzione di temi pacati, logici, costruttivi, profondi, ma anelanti la bramosa ricerca di maturità, tale da lasciare un esempio da imitare nel tempo a venire. A che vale il lume di quella candelina, allorquando le azioni si vergognano di palesarsi davanti al criticando, e specialmente se promosse dietro l’appannaggio di un vantato diploma di laurea universitaria?

 È triste se ci si accorge che altri valutano con il metro della tanto discussa morale, ma solo per criticare gli altri e non per esaminare, considerare e correggere se stessi!

Intorno a me ritrovo silenzi che, apparentemente, sembrano atti di megalomania, di alterigia, ma in vero sono confluenze di autodifese intelligenti, atte a difendere la propria  lacuna,  in campo di rettitudine personale e per quanto si dileggia nei riguardi del proprio simile. In verità, ho creduto di capire che  il vero valore di un individuo sosta solo nell’azione di pretendere la civile affermazione atta a promuovere l’equo rapporto reale e non dedotto dalle sole labbra, da ciò si affermerà, con certezza, il valore dell’evoluzione sociale. Sia essa, dunque, sospinta in ogni campo che si affermi scientifico, a cui l'uomo é soggetto ad ascendere per dovere attestare l’evoluzione della specie.

Per tanto affermare, non piango la mia schivata solitudine, proposta da scuse, calunnie, bugie, alterazioni di eventi didattici, considerati dallo scrivente in più campi, siano essi letterali che spirituali e principalmente morali.

Non vorrei ripetere, qui, un altro tratto di quanto ebbi ad espandere in uno dei miei 43 trattati molto pettegoli nel ricercare il segno del verace valore umano. Scusatemi, ma, tra i miei superiori alteri di Valledolmo, non conosco tali miei pari, se é vero che si debba dire "zo, zo, zo, ognunu cu li so.'” Anche per questo detto non vorrei che qualcuno esorbitasse con il dire: “Ma cu si senti?

Mi sento l’amico dei poveri, delle persone ignoranti che vengono manipolate da certi snobisti e magari perché esercitano un servizio pubblico, con l’autorità e la responsabilità scaturenti nel dovere di rispondere, principalmente, solo a Dio!

Mi sento colpevole di non avere raggiunto quanto mi sono sempre proposto, per tanto mi affermo ignorante, ma nel mio misero mondo imperfetto so anche riconoscere di avere acquisito qualche piccolo valore che mi porta a farmi valutare “uomo giusto”. Ho esaltato i saggi e maledetto in eterno quanti si sono macchiata  l’anima, facendo tanto male ai fratelli, tali per funzione di creazione in spirito, ragione, nascita, coscienza e perfino con il compimento dell’uguale morte.

Ho vantato, pubblicamente, azioni temerarie per qualcuno, ma leali in funzione di dovere civile, nel pretendere, dalla legge, dignità e giustizia, sorpassate dal potere di tanto blasfemo servizio sociale.

Mi sento un timorato di Dio e per quanto nobile di stirpe civica, il tanto per avere ottenuto, dal Padre Celeste, il dono della Grazia che ne afferma la Fede, ed ancora per quanti moniti ricevetti dai miei avi, vanto e frutto ancestrale delle esperienze che cumulandosi in maturità arrivano, oggi, perfino ai miei diletti nipoti. Per tali esperienze, sia pure fallaci poiché, ripeto, debbo affermarmi imperfetto, mi sento sicuro di potere confermare ciò che si può e si deve assolutamente dire in casa e nell’ambito del proprio habitat per non destare scandalo o stupore alcuno.

Hanno criticato il mio modo di essere credente in Dio, ma non hanno mai capito che la mia non è una religione, praticata tra doveri civili e diritti temporali. Io vivo in semplice osservanza “dottrinale”. Così è che affermo la Legge di Dio apportataci dal Cristo, la sola perfetta nel mondo e capace di renderci coscienti di essere, tutti, simili all’altro. Per tanto scrivo quanto leggete, lo esprimo in dovere di amarci e non solo con le labbra. Io non sono un settario religioso; si guardi di ciò chi avversa la LEGGE divina! Essa è soltanto essenza spirituale dimostrata da Emanuele, lo Spirito santo che è in noi! Non sono un demente fanatico e munito da paraocchi, da pensare che da uomo sottoposto alla prova del giudizio di Dio, possa permettermi di usare Dio stesso, per porlo, a proprio piacimento materiale, dove più mi aggrada e per come meglio pensi di depositarlo, peggio ancora se intendono rappresentarLo!

"Guai a Voi…!" Grida, per grazia divina, nelle mie vene, la stessa voce del Cristo!

Questo mi sento di essere, e per tanto avere conosciuto, così mi affermo, realmente, in mezzo a voi. Fate in modo, dunque, che non pecchiate al cospetto dell’Altissimo Onnipotente! AdoriamoLo, amando il prossimo come noi stessi. Fate in modo che i posteri possano affermare, di noi,  un esempio ereditato che molti hanno disprezzato per non consentire di parlare su se stessi!

La mia azione odierna afferma quello che ho sempre dimostrato e cioè: sento di essere un uomo vero, e scusatemi se è poco!

Per quanti affermeranno ancora con ipocrisia, “ Chi glielo fa fare…, ovvero “Chi si sente di essere”, sappiano che sarebbe meglio che si proponessero in esame davanti allo specchio della propria coscienza.

Amici, vi voglio bene! Per questo ho scritto ancora su di me  e perché, quanti indegni alla  vostra nobiltà di sinceri benpensanti, non abbiano a gloriarsi di nulla, ma di riflettere per guarire dalla loro malattia che li annulla.

Andiamo avanti!

Ho dovuto scrivere il tanto perché a volte i finti amici si possono dimostrare solo e soltanto: IPOCRITI E BUFFONI!

 

                                                                    Ariele Luigi Chiavetta