LA CHIESA DELLE ANIME SANTE
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Rappresenta la prima chiesetta del feudo "Valle dell'Ulmo", voluta dal Cav. Antonio Cicala nel 1647. Fu dedicata alla Madonna. Ivi fu posta una prima statuetta, creata da un tronco d'albero, per mano di un contadino, soggiornante nel feudo di Buonpensiero.
"CAV. ANTONIO CICALA - Questi, non ebbe figli maschi. L’intestazione dell’atto fu fatta al nipote diretto, Giuseppe Cutelli, figlio della di lui figlia Cristina e del giureconsulto Mario Cutelli, conte di Villa Rosata e di Aliminusa, in data 1 aprile 1636, giusto atto notar Cortisi Giuseppe." - (Dal trattato "Valle dell'Ulmo alla Ribalta" di A. Luigi Chiavetta)

Statuetta della Madonna di Buonpensiero, 1647,custodita presso le suore
"L’ottava baronessa di Valle dell’ulmo fu Cristina Cutelli e Abbadelli, figlia di Giuseppe e Maria Abbatellis, nonché sorella di Antonio.
S’investì dei feudi di Valle dell’ulmo, Mandrianuova e Cifiliana in data 20 luglio 1712, per alienazione della propria madre Maria Abbatellis (Abbadelli), subito dopo la cruenta morte del fratello Antonino Mario.
L’attaccamento ai beni familiari e la sensibilità materna per il promosso popolo di Castrum Northmandi, posto in quella valle, sperduta nella vastità di semideserte campagne, colma di vari ricordi, per le connesse vicissitudini belle e dolorose, aveva commosso l’animo di Cristina Cutelli, altra figlia di Giuseppe Cutelli, colui che vantò la concessione della "Licentia populandi".
Cristina Cutelli, di cuore gentile e sensibile, fu molto amata e considerata da tutti i vassalli di quel luogo. Non dimenticò quell’affetto proteso per il suo compianto fratello e lo riversò, caloroso, nel confronti del di lui figlio, cioè l’unico suo nipote, Giuseppe Giovanni Cutelli.
Questa nobile donna, in terra di Castrum Northmandi, si distinse principalmente per la sua munificenza e per l’impegno espresso in campo religioso.
Intanto, l’intera popolazione di Castrum Northmandi, le si serrava riconoscente; le stanziate famiglie prolificavano, confermando il duro lavoro dei campi, proprio in quel suolo, che aveva loro concesso il di lei padre, Giuseppe Cutelli.
Il neo abitato aveva raggiunto 300 anime.
Memore della grande disgrazia che aveva provato la serenità dell’intero casato, per l’uccisione del di lei fratello, Antonino Mario (1711), Cristina Cutelli, nell’aprile del 1714, volle che si costruisse, in adiacenza del palazzo feudale, un convento di stretta clausura, da destinare alle suore mariane (suore di Maria).
Le opere furono ultimate nel 1720.
Detto complesso sorse a sud, nella parte sottostante l’atrio del palazzo feudale e parzialmente collegato alla nuova costruzione della nuova chiesa, dedicata alla Madonna di Buonpensiero, che era stata completata nel 1654. L’unica entrata del convento fu aperta nell’atrio interno del palazzo feudale, così che l’intera costruzione risultò sottostante rispetto a detto atrio ed elevata a primo piano, in relazione alle due entrate della chiesa e dell’ex cappella che sostavano a sud degli estremi angoli del palazzo feudale.
Il convento non aveva alcun accesso diretto alla chiesa. Le suore potevano partecipare alle funzioni religiose, velandosi dietro le grate del piano rialzato, creato appositamente sopra la porta d’accesso alla chiesa.
Partecipavano alla comunione eucaristica, da dietro la separazione contegnosa del muro che divideva la chiesa dal convento. Questo era asservito da grata con piccola finestrella in rame decorato. La confessione avveniva, protetta sempre da detto muro, per una lamina di ferro zincato e strettamente bucherellato. Il tutto è ancora evidenziabile nella parte sinistra del coro.
Il convento fu completato nell’autunno del 1759.
Uno dei principali fini a cui dovevano assolvere le suore era di pregare, in particolare suffragio, per i morti seppelliti in quella chiesa attigua e per i familiari tutti della famiglia Cutelli.
In quella chiesa, riposavano già le spoglie di Antonio Mario Cutelli e di Anna Sanmaniato, la prima moglie di Giuseppe Cutelli, deceduta nell’anno 1655.
La baronessa Cristina Cutelli, ormai anziana, ebbe a considerare l’esiguità dello spazio della cappella baronale, Madonna di Buonpensiero, incapace d’accogliere tutti i vassalli.
Messasi a capo della grande iniziativa, promosse un futuro progetto per una nuova chiesa più grande, capace di accogliere l’intera popolazione. Il progetto prevedeva una quadratura di chiesa molto più ampia, ma tale progetto non fu approvato dalla Regia Corona, per l'esiguo numero di vassalli del luogo.
Il progetto fu portato a termine, soltanto, dopo la sua morte, avvenuta alla venerabile età di 81 anni.
La tradizione afferma che avesse disposto, personalmente, di una ingente somma da destinare alla costruzione della nuova chiesa. L’opera fu iniziata e portata a termine dalla di lei figlia, Giorolama Joppolo.
Oggi, quella chiesa si afferma essere la Parrocchia di Valledolmo." - (Dal trattato "Valle dell'Ulmo alla Ribalta" di A. Luigi Chiavetta)

Chiesa delle Anime Sante ripresa del corso e dalla Piazza dell'Olmo

Chiesa delle Anime Sante Campana grande della Chiesa
Una finestra della Chiesa Visione globale dell'interno della Chiesa

ex presbiterio della Chiesa Altare Maggiore

Statua della Madonna del Rosario

Altare Maggiore